Dott. Riccardo Amedeo Preziosi

Psicologo - Psicoterapeuta

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Il sentimento della gelosia

La gelosia non è una semplice emozione né una reazione banale, anche se spesso viene percepita come un’ovvia e naturale risposta. Al contrario, essa nasconde dinamiche mentali complesse e meccanismi psichici profondamente radicati.

“Una caratteristica distintiva della gelosia è il senso di umiliazione che l’accompagna costantemente, derivante dalla perdita di fiducia in se stessi e nel proprio senso di sicurezza. Spesso, chi prova gelosia non è consapevole di questa mancanza di autostima. Più la persona gelosa è furiosa e aggressiva, meno percepisce il senso di umiliazione, mentre al contrario, meno si sente arrabbiata e più si ritrova sopraffatta da un senso di miseria e depressione. In modo inevitabile, la persona gelosa si sente inferiore, indegna e colpevole, anche se non sempre consapevolmente. La convinzione di non essere amata, o il pensiero di non esserlo, si traduce in un’intima percezione di non meritare amore, di essere detestabile e piena di odio. A livello inconscio o meno, sente di essere stata trascurata o abbandonata dalla persona amata perché non abbastanza “buona” per lei. Questa sensazione di essere non amabile, insieme alla paura della solitudine che ne deriva, genera un dolore insostenibile. Ciò spiega l’intensità e l’amarezza della gelosia, che cerchiamo di attenuare proiettando rabbia e disprezzo verso un rivale. (…) Quando un uomo perde, o teme di perdere, la donna che ama, reagisce non solo alla perdita dell’affetto e del possesso, ma anche alla perdita di ciò che quell’amore rappresentava: una prova del proprio valore e della stabilità nel suo mondo interno ed esterno. La sicurezza che ne derivava poteva basarsi su aspetti diversi, come forza, intelligenza, virtù morali o potenza sessuale, a seconda delle risorse interiori che ciascun individuo utilizza per proteggersi. In una relazione stabile, come il matrimonio, il partner diventa una testimonianza significativa di valore e di una predominanza del bene sul male, un elemento cruciale per la nostra serenità mentale.”

La gelosia si manifesta in molte situazioni interpersonali, ma la sua forma più classica è legata alla rivalità amorosa. Questo sentimento non è solo una reazione al timore di perdere il possesso dell’altro, ma anche al vissuto emotivo profondo che questa minaccia scatena. È una messa in discussione del proprio valore e della percezione di essere degni d’amore, che, in caso di perdita dell’oggetto amato, porta spesso a sentimenti di autosvalutazione e disistima. Melanie Klein evidenzia come questi vissuti siano legati a esperienze emotive dell’infanzia, risvegliando le stesse reazioni primitive di rabbia e depressione provate allora. Il passaggio all’età adulta dovrebbe includere lo sviluppo di una maggiore capacità di gestire questi sentimenti, sostenuta da una solida autostima. Tuttavia, in situazioni di immaturità emotiva, la gelosia può diventare insopportabile e riproporre modalità reattive infantili. Anche da adulti, infatti, permane un dubbio latente sulla propria amabilità, pronto a emergere quando questa viene messa in discussione dalla rottura di legami affettivi.Come osserva la Klein, le esperienze infantili si ripetono non per piacere, ma perché, anche crescendo, non sempre si trovano modi migliori di affrontare situazioni simili. Questo spunto ci porta a riflettere sull’amore non solo come fonte di benessere, ma anche come difesa contro il timore di non essere amati. I legami affettivi, quindi, diventano un argine contro il senso di vuoto e la sofferenza interiore. Da qui si comprende come la gelosia non sia semplicemente una reazione alla perdita, ma un’esperienza che affonda le sue radici nella paura di non essere degni d’amore.

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